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Lunedì 28 Giugno 2010 16:51

Doppler di fase e pressione dell'etere

Scritto da  Fabio Mosca
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Maxwell nel 1879, quando suggerì di misurare lo sfasamento dell’unica onda che egli aveva scoperto essere elettromagnetica, la luce,  parlò di sfruttare l’effetto del 2° ordine che si verifica con una riflessione,  perché riteneva impossibile altrimenti .

Morì però prima di effettuare l’esperimento.
Pochi anni dopo Michelson pensò di rilevare il movimento della Terra nello spazio confrontando due raggi di luce viaggianti a 90°, -  implicanti milioni di lunghezze d’onda -per cui la modifica di una sola lunghezza d’onda andava moltiplicata milioni di volte  con notevole guadagno - (ma al ritorno verrebbe divisa quasi per lo stesso numero) pensando di poter confrontare le frange d’interferenza fra i due raggi e da queste poter misurare la velocità dell’etere.
Ma, come noto, non notò nulla.

Nell’esperimento
Michelson Morley, essendo la lunghezza d’onda della luce emessa dalla lampada al sodio di circa 0,5 micron, in un metro si avranno ben due milioni di lunghezze d’onda,  per cui la direttività di quel raggio sarà di
0,021° per un transito lungo 1 metro .


Quindi l’effetto Doppler del vento dell’etere sarà ridotto alla metà non appena si sbaglia la direzione di 0,021°!

Il che significa che la ricerca sull’orizzonte dovrebbe essere fatta a passi di 0,021°, ossia in 17.142 passi.


Ma non è detto che la direzione sia sul piano dell’orizzonte: la direzione in cui va la Terra è sconosciuta, per cui la ricerca dovrebbe essere fatta in 293.877.551 passi in tutta la volta celeste!


La pretesa poi di misurare SOLO la velocità nell’enclittica è concettualmente errata: quello è solo uno dei movimenti della Terra, che assieme al Sole ruota attorno la galassia, la quale viaggia con l’ammasso di galassie ecc.ecc.. Il vettore velocità quindi è la risultante di tutti questi movimenti.


Stranamente sinora nessun l’aveva notato, per cui ogni tentativo successivo di ripetere l’esperimento è andato nel senso sbagliato, aumentando la lunghezza del raggio  e così restringendo ulteriormente il lobo.


In sintesi la ripetizione pedissequa del Michelson Morley non

poteva che dar risultati negativi.

L’esperimento venne ripetuto innumerevoli volte  sempre con risultato nullo .

Per spiegare la stranezza che metteva in crisi la Fisica classica, dapprima Lorentz teorizzò la contrazione dello spazio, poi, nel 1904, Einstein teorizzò che l’effetto Doppler non ci doveva essere perchè non esiste il mezzo (lasciando intatta però l’impostazione di Maxwell basata sulla sua esistenza..)
La Fisica classica,nata palestra di razionalismo, era in crisi.
La Relatività appariva all’orizzonte proprio in concomitanza del sorgere della nuova scienza, basata su Maxwell, la radiotecnica - la quale mai ha smesso di considerare le radioonde fenomeno ondulatorio.
Peraltro per la luce appariva anche la teoria dei “fotoni” di Planck a complicare la questione. Ma di “radioni” fortunatamente nessuno s’è ancora sognato di parlare.
Intanto la confusione per la teoria della luce permane.
Dopo  lo strame della Ragione che la Grande Guerra comportò, l’era dell’Irrazionalismo era iniziata;  perchè salvare la Fisica, ultimo residuo dell’illuminismo?!
Qualcuno non si rassegnava alla catastrofe della Fisica classica e la ricerca del vento dell’etere continuò, ma sempre con l’impostazione datale da Michelson e con scarsi risultati.
Arrivò  la Seconda Guerra Mondiale , la bomba atomica e l’equazione  di Einstein E=mc, anche se non c’entrava nulla con la Relatività, fece si che la Relatività di Einstein divenisse indiscutibile.
Ma nell’89 Silvertooth proclamava di avere chiaramente misurato un effetto Doppler, suscitando le proteste dei relativisti. Morì anch’egli senza essere accettato e soprattutto senza lasciare una valida teoria, ma parlò per primo  di effetto Doppler del quale gli altri non avevano ancora  parlato. La cosa mi colpì profondamente.
Nel 1993 Roland De Witte registrò una variazione quotidiana della fase di un’onda in un cavo coassiale, fenomeno che non avrebbe dovuto verificarsi secondo la Relatività. Questo deponeva a favore del vento dell’etere; ma anche il De Witte morì senza dare una spiegazione valida.
Il fisico australiano Reginald Cahill, col quale sono in contatto, ha ripreso la sperimentazione sia con la luce che con le radioonde.Egli ha dato una spiegazione relativistica del De Witte.

Occorre usare quindi lunghezze d’onda maggiori e che possano essere facilmente misurate, per cui la scelta cade inevitabilmente sulle microonde, usando le quali ho potuto usare circuiti radiotecnici e così discriminare la fase in quadratura con sensibilità enormi rispetto il sistema usato per la luce in cui si usa la semplice opposizione di fase.


Dal 2008 , usando microoonde , cercando proprio l’effetto Doppler, ho verificato le variazioni di fase riscontrate dal De Witte . Finalmente, nel maggio 2010, ho scoperto che  esisterebbe una “pressione dell’etere” (isotropa), che  nasconde e confonde  il Doppler, debole in sottofondo.


Il quale ho potuto isolare, e  finalmente ho misurato!

Fabio Mosca .  Trieste giugno 2010

Vi segnalo i link parte1 e parte2 per il download

Ringraziamenti:

  • Gastone Zetti mio primo capotecnico di Laboratorio che mi abituò a scrivere relazioni sulle apparecchiature che costruivo
  • ing. Ermanno Rosa che mi sgrezzò con la "variabile complessa"
  • il modestissimo grande chimico fisico Giuseppe Parisi che mi abituò a pensare in grande sull'Universo
  • il genio del laboratorio Mezzatesta "mezzo matto" che costituì il mio modello
  • l'ingeniere fisico ed astronomo Vittorio Banfi che mi diede lezioni memorabili che spaziavano dal transistor alle stelle
  • il vulcanico ing. Bufano
  • ing. Liverani per le sue lezioni sulla luce.


Ultima modifica Martedì 20 Luglio 2010 18:50

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