Essendo un sistema ottico i ricetrasemttitori devono avere visibilita reciproca. (nessun ostacolo).
La trasmissione dei dati è avvenuta con doppio passaggio, ovvero andata e ritorno: il segnale ottico è stato generato nel laboratorio del CEIIC (I piano), da lì trasmesso su fibra ottica al terrazzo dello stesso edificio e da qui inviato in aria (wireless ottico) al secondo edificio, dal quale è stato nuovamente trasmesso in aria per poi tornare in fibra ottica al laboratorio del CEIIC, dove sono state misurate le sue caratteristiche.
Si è arrivata ad una trasmissione di 1.2 Terabit/s (32 canali a 40 Gbit/s tipici della comunicazione su fibra ottica) superiore al massimo valore del precedente record realizzato in Corea (16 canali a 10 Gbit/s).
La distanza raggiungibile da questa tecnologia non è molta, ma potrebbe essere utilizzata nel ripristino temporaneo di interruzioni di comunicazioni, per collegare punto punto edifici, oppure una valida alternativa al WI-MAX.
Altri inconvenienti di questa tecnologia sono legati alla elevata attenuazione dell’aria (paragonata alla attenuazione della fibra) alle difficoltà di avere i terminali di comunicazione esattamente allineati (compensando automaticamente per eventuali effetti di vibrazione) e, spesso, alla necessità di interfacciare direttamente il fascio ottico di arrivo (delle dimensioni di qualche centimetro) con una fibra, focalizzando il fascio ottico in arrivo sul nucleo centrale della fibra che ha una dimensione di qualche micron, ovvero circa 10.000 volte più piccolo.
Di solito questo tipo di trasmissioni sono instabili nel tempo, e sono limitate a valori di capacità trasmessa molto inferiori ai sistemi di fibre ottiche.



